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Vagheggiamenti vari ed eventuali. Per conquistare il mondo chiedere di Paperluca
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19.06.2005

Tra la conquista dell'universo e i libri

Mentre esami ed esami si avvicinano e lo studio diventa a forza il mio obbligo principale, trovo un po' di svago in un gioco online di carattere strategico/fantascientifico.
Ogame è un gioco totalmente free e giocabile solo tramite browser (quindi non serve scaricare nulla). Lo scopo è diventare il più forte dell'universo, e cioè il sogno di un po' tutti. Il gioco da capire in se è semplicissimo (a chi piacciono giochi come Warcraft, Starcraft, Tropico sarà una bazzeccola capire tutti i funzionamenti) ed è questa la forza del gioco. Alla sua semplicità si unisce il fatto che più di 5000 utenti hanno un pianeta da gestire, e quindi ci sono anche 4999 pianeti con cui guerreggiare, commerciare, creare alleanze o diplomazie. Il bello che ogni utente è umano rende la semplicità del gioco molto potente e al tempo stesso imprevedibile e alle invasioni ricevute si ha una una grande soddisfazione a battaglia vinta, alla colonia conquistata, alla potenza delle proprie armi.
 
Ho fondato un alleanza su orma di fratellanza con eguali poteri, quando in molte alleanze regna una oligarchia dittatoriale che mi fanno rabbrividire anche se so che tutto fa parte di un gioco online. E' contro queste forze che una volta potente cercherò di combattere, ormai con la testa nel gioco cercando di credermi un Capitan Harlock dello spazio.
Ma ora torno a studiare.

by Paperluca @ 15:04 [ ]
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17.06.2005

Sui miei quattro Si

Non ho avuto tempo per scrivere le mie ragioni dei miei quattro si al referendum. Ma anche alla luce di quanto è accaduto vi racocnto cosa ne pensavo, e cosa ne ho concluso.
 
Sul quesito sulla ricerca degli embrioni, ho la mia opinione filosofica (perché è quella la strada da prendere su questi argomenti) che gli esseri umani, siano uguali a ogni essere vivente. Io non posso dire, ne riesco a trovare alcuna differenza scientifica tra uomo e ameba. L'unica cosa diversa è che l'uomo ha memoria. Anche se già questo è contestabile (la memoria di ogni specie in realtà è conservata nel dna) assumiamo per vero che solo pochi esseri possono memorizzare le cose. Intanto possiamo tranquillamente pensare che la scienza sperimenta su qualsiasi altra creatura (con lo stesso favore delle religioni, non ho mai sentito un papa accusare gli esperimenti su animali, e considero in qusto gruppo anche le caviette da laboratorio), la scienza possa sperimentare le stesse cose sugli umani. Qui forse possiamo dire che come natura vuole ogni specie tenta di salvaguardare la propria specie a discapito di un altra, ma credo che questo sia sbagliato comunque.
Un altro modo di vedere le cose è che un embrione non abbia cervello, quindi non ha memoria, quindi non ha più diritti di un qualsiasi essere vivente esistente.
Oppure c'è un terzo modo di vedere le cose: le specie si evolvono, come da natura da sempre. Adesso la scienza può farci evolvere. La scienza studia la natura, tutto è natura, la scienza fa parte della natura, la scienza è natura. Difendere la natura è difendere noi stessi, non confondiamo natura con tutto ciò che non è parte del mondo umano. Gli uomini sono natura, anche i computer sono natura. Quindi non parlate di cose innaturali quando parlerete di queste cose: è solo l'evoluzione del modo di evolvere.
 
Sugli altri quesiti non voglio entrare nel particolare di uno e l'altro, ne nei motivi religiosi, ma parlerò di un mondo diverso, di come vorrei che gli uomini pensassero.
Immaginate tutte le persone che volete, con mille opinioni diverse, e tutti questi uomini che provano a convincere gli altri ad avere le proprie idee.
Tutto questo può sembrare il nostro mondo, eccetto un unica cosa: NESSUNO OBBLIGA NESSUNO a non poter fare delle cose se egli non la pensa come lui. Io mi chiedo una cosa: chi da il diritto alla chiesa, allo stato o a qualcuno che non sia il diretto interessato a obbligare la gente a non poter fare quello in cui crede? Se due persone vogliono un figlio e sono daccordo, perché non possono averlo se due caproni dall'altra parte della terra non condividono le loro idee? Cosa c'entrano loro? Come possono capire altri che non sono nella loro stessa condizione, non hanno la loro vita e non abbiano nulla a che fare l'uno con gli altri?
La risposta è semplice controllo. Controllare le persone è il modo migliore per essere potenti. Ma questa è un altra storia... riflettete gente, riflettete.

by Paperluca @ 15:11 [ ]
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15.06.2005

La fuga, la volpe, il chiacchierone

Periodi di studi intensi (intensi per me dico, quindi studio normale per chiunque altro).
Arrivo questa mattina con un esame semi-sbagliato, un esame fatto che dovrebbe essere andato bene e molte cose da fare e poco tempo per farle. Alle 8 e 30 mi ritrovo all'università fuggendo dal temporale estivo che ha colpito Roma, per informarmi del mio voto in Logica Matematica e fare nel caso l'orale. Alle nove nella stanza degli orali arriva la professoressa che esordisce dicendo "Visto che già sapete i voti passiamo subito all'orale". Vengo a sapere che aveva appeso i voti alla sua porta da due giorni e io inconsapevole non sono andato minimamente a vedere. Così di soppiatto gli arrivo vicino e sbircio il foglio dei voti. Mi ritrovo un 28 sorprendente nonché preoccupante. Ero del tutto impreparato a quel voto, anche se sospettavo fossi andato bene allo scritto molto difficile. Questo mi ha messo in una situazione pericolosa. Ero preparato per un orale da 28? A questo punto entrano in gioco due forze in campo del mio cervello, che potete rappresentare immaginariamente con il diavoletto e l'angioletto che vi chiacchierano sulle spalle, la pigrizia (che spesso ha la meglio su tutto), che mi suggeriva: "Fallo oggi l'orale, anche se non sei preparatissimo magari ti abbasserà un paio di voti ma non dovrai studiare fino a lunedì prossimo e ti leverai un esame di mezzo" e l'altra forza in campo che accosterei a un generale strategico che mi dice "Una fuga strategica è la miglior cosa, ti ha dato l'opportunità di tornare lunedì, studi bene così magari proverai a aumentare il voto". I due poi hanno continuato a dibattere soppesando i pro e i contro e alla fine lo stratega ha vinto. Sono fuggito al sentire il mio nome rimandando lo stress a lunedì.

Uscendo mi sono sentito un po' come la volpe nelle antiche fiabe, la volpe spesso arriva a delle conclusioni sensate, dichiarandosi furbo. Ma nelle fiabe non sempre la volpe ha la meglio, capita (anche se di rado) che la volpe si prende la "sola". Il generale continua a dirmi che se mi impegno la volpe non prenderà la sola. Ma la pigrizia mi farà impegnare? Sembrerebbe di si perora.

Il terzo motivo per cui me ne sono andato è il minore, ma che si rivelerà successivamente importante anche più dei due piccoli Paperluca diavoletto/angioletto. Avevo contemporaneamente un ricevimento con un professore per un voto per Architettura degli Elaboratori 2, dovevo consegnare un programma al prof e vedere come lo considerava. Arrivato davanti alla porta c'è un po' di fila, mi metto a chiacchierare con loro e scopro che consegnando il programma con alcune caratteristiche si riceveva un "Superato", con caratteristiche avanzate (che quasi nessuno è riuscito a fare) si riceveva un "Superato +". Da quanto ho capito il mio meritava un "Superato".
Entrando nella stanza sono andato dal prof e ho visto che nell'elenco che aveva sul computer c'era una parità circa tra Superati e Superati Più e mentre mi guardava il programma sembrava abbastanza compaciuto. Così dopo un paio di domande a cui la mia risposta lo ha indotto al sorriso, va a scrivere su excel "Superato +". a quel punto mi è venuto il dubbio tra il suo errore e un mio merito. Per tagliare la testa al toro allora ho cominciato un altro discorso per distrarlo dalla sua tabella di voti. Tant'è che le mie chiacchiere hanno continuato a farlo sorridere, così me ne sono andato sperando che quel voto rimanga tale.

Fortunatamente il destino ogni tanto mi lascia perdere a farmi cattiverie e posso agire con il mio cervello senza fattori esterni
imprevedibili e incontrollabili.

by Paperluca @ 12:14 [ ]
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08.06.2005

La rivalutazione nelle orecchie

E in questo periodo di esami dove il tempo non c'è mai, e si dorme da schifo, sia per gli orari sia per l'inizio del caldo che oggi è freddo, l'unica arma a difesa del cervello è uscirne il più possibile. Vedi libri, film, ma anche quelli portano via anche del tempo loro. Allora esce fuori l'unica cosa che c'è sempre, nei momenti duri e nei momenti belli, nei momenti di fatica e nei momenti di relax. A volte non ci rendiamo neanche conto di averla dentro; ma senza musica non si sopravviverebbe. E così se la maggior parte del tempo ascolto di tutto senza badare poi così tanto a cosa mi entra nelle orecchie, quando sono nei momenti di fatica come questo, dove il tempo preme sull'acceleratore, il modo migliore per staccare il cervello è attaccarsi a una bella canzone o a un album. Ieri per esempio ho riascoltato apprezzandolo come sempre Early Days, uno dei Gratist Hits dei Led Zeppelin. Oggi ho riascoltato Mezmerize, ultimo album dei System of a Down e devo dire che mi sono pentito di averlo accantonato con un po' troppa facilità dopo i primi ascolti. Adesso che ho bisogno di buona musica ho finalmente potuto apprezzare che è veramente un ottimo disco, gradevolissimo nonostante si senta il vero impegno e la complessità eccellente della musica. E così con la testa sopra i libri, e Mezmerize nelle orecchie, mi avvio verso nuovi esami.

by Paperluca @ 22:57 [ ]
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05.06.2005

Signori, la storia va avanti!

Il Banchetto per Corvi (o chissà come lo tradurranno in Italiano) è finito, A Song of Ice & Fire si allunga di quasi 2000 pagine, di spade, di amicizia, di amore, di lotta ma soprattutto di sogni. Ecco le novità dalle parole di George Martin (tradotte e asportate da http://www.labarriera.net).
 
No, non ho finito di scrivere tutto quello che volevo includere in A FEAST FOR CROWS. Dall'ultimo aggiornamento di Gennaio ho terminato una buona parte dei personaggi e della trama, ma "una buona parte" non equivale a "tutto".

E mi sono trovato di fronte ad un altro problema: le effettive dimensioni del libro.

Tutti i libri di questa serie sono stati lunghi, tenetelo a mente. Il manoscritto di A GAME OF THRONES era di 1088 pagine, escluse le appendici. Quello di A CLASH OF KINGS era ancora più lungo: 1184 pagine, senza contare le appendici. E il gigantesco manoscritto di A STORM OF SWORDS era di 1521 pagine senza contare (ecc...)

Qualunque editore vi direbbe che la produzione di un libro grande quanto A SOTRM OF SWORDS è un incubo, e STORM in effetti ha causato problemi a molti dei miei pubblicatori in tutto il mondo. In alcune lingue è stato diviso in due, tre o addirittura quattor volumi. Bantam ha pubblicato STORM in un volume singolo negli Stati Uniti, ma non senza difficoltà. Più o meno chiunque concordava sul fatto che sarebbe stata un'ottima cosa se il quarto volume della serie fosse più corto di STORM, quindi ho deciso di concludere un FEAST più vicino in lunghezza a A CLASH OF KINGS.

Al diavolo le buone intenzioni. A posteriori, avrei dovuto saperlo. La storia ha le sue richieste, disse Tolkien una volta, e la mia storia continuava a richiedere di divenire più grande e complessa.

Ho superato la lunghezza di A CLASH OF KINGS lo scorso anno, e avevo ancora molto da scrivere. A Gennaio avevo più di 1300 pagine, e ancora avevo delle storylines da concludere. Circa 3 settimane fa sono arrivato a 1527 pagine di manoscritto in forma definitiva, sorpassando A STORM OF SWORDS... ma avevo ancora un centinaio di pagine di bozze e capitoli incompleti, insieme ad altri capitoli ancora non scritti. E' stato in quel momento che mi sono reso conto che la luce che si vedeva in fondo al tunnel era in realtà il faro di una locomotiva.

Ed è stato per quel motivo che i miei editori ed io, dopo molte discussioni e dopo aver soppesato le alternative, abbiamo deciso di scindere la narrazione in due libri (stampare in microcaratteri su carta spessa come la buccia di una cipolla e regalare ad ogni lettore una lente di ingrandimento non è stato considerato attuabile, e io ero riluttante ad effettuare i tagli che sarebbero stati necessari per far tornare il libro ad una lunghezza più adatta per la pubblicazione, cosa che temevo avrebbe compromesso la storia).

Il primo piano era semplicemente di dividere in due il testo. In quel caso avrei terminato gli ultimi capitoli nel minor tempo possibile. Queso avrebbe prodotto una storia di 1650-1700 pagine di manoscritto, che avremmo semplicemente diviso in due parti approssimativamente di egual lunghezza, pubblicati come A FEAST FOR CROWS, Parte Uno, e A FEAST FOR CROWS, Parte Due.

Abbiamo deciso di non farlo. Era una mia sensazione - e sono stato io ad insistere per questa soluzione, quindi se dovete incolpare qualcuno, incolpate me, non i miei editori - che sarebbe stato meglio raccontare la storia completa di metà dei personaggi, piuttosto che quelle di tutti i personaggi a metà. Tagliare il romanzo in due avrebbe prodotto due mezzi-romanzi; questo approccio produrrebbe due romanzi che hanno luogo simultaneamente, in luoghi lontani migliaia di chilometri l'uno dall'altro e con differenti cast di personaggi (con alcune sovrapposizioni).

La divisione è stata effettuata, e io penso che funzioni piuttosto bene. La buona notizia è che A FEAST OF CROWS è ora in fase di produzione. E' ancora un libro piuttosto lungo, ma non troppo, circa le dimensioni di A GAME OF THRONES. La narrazione sarà focalizzata su Westeros, Approdo del Re, le Terre dei Fiumi, Dorne e le Isole di Ferro. Di più non dirò.

Intanto, tutti i personaggi e le storie rimossi da FEAST se ne vanno dritti dritti in A DANCE WITH DRAGONS, che si occuperà degli eventi dell'Est e del Nord. Tutti i capitoli che non ho ancora terminato e/o iniziato verranno spostati in DANCE. Penso che sia una buona cosa, a dire la verità, perchè così avrò lo spazio per terminare quegli archi narrativi che avevo in mente in origine, invece di tentare di legarli rapidamene in uno o due capitoli al fine di poter consegnare il già enormemente in ritardo FEAST.

Quindi eccolo qui. So che molti di voi saranno delusi, specialmente quando prenderete A FEAST FOR CROWS e scoprirete che i vostri personaggi preferiti non compaiono, ma data la realtà dei fatti penso che la soluzione migliore sia stata questa... e più li guardo, più sono convinto che questi due romanzi paralleli, presi insieme, racconteranno la storia meglio che un singolo librone.

E se ancora c'è qualcuno che non è d'accordo e vuole il suo enorme FEAST tutto in un pezzo... beh, c'è una soluzione facile. Prendete entrambi i libri, tagliate le pagine con un coltello, mescolate i capitoli come credete sia meglio, portate l'intera pila di fogli risultante dal vostro rilegatore di fiducia... ed eccovi il grande FEAST.

Per quanto riguarda me, torno al lavoro... c'è una buona notizia anche su quel fronte: A DANCE WITH DRAGONS è già finito per metà.

(E prima che qualcuno me lo chieda, sì, questo sviluppo significa che Parris aveva ragione. Ci vorranno probabilmente sette libri per terminare la storia).

George R.R. Martin, 29 Maggio 2005

by Paperluca @ 12:25 [ ]
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02.06.2005

Storia di due Folletti in Viaggio

Il viaggio
Flaz e Paluk sono due fratellini, due piccoli folletti che un giorno decidono di partire. Il mondo è il nostro, visto però dai loro occhi. Flaz è una femminuccia mentre Paluk è un maschietto.
I due di ritrovano a metà notte in una stazione cercando di prendere un treno che in ritardo arriva un ora dopo l'appuntamento con i due. Sul treno incontrano molta gente strana, un russo coi baffoni e la panciona, un signore grassottello che potrebbe essere un serial killer ma sembra comunque una brava persona, un signore con una maglietta strana che dorme tutto il tempo, e altre mille facce diverse tra loro.
Paluk non ci mette molto per addormentarsi sdraiato sulla sua enorma poltrona. Flaz ci mette un po' di più ma non riposa molto bene. E tra un sonnellino e un altro intervallato da sobbalzi del treno Paluk e Flaz a metà mattina arrivano alla meta. Certo se l'aspettavano più bella, più vivibile come la loro grande città, ma questa sembra solo un ammasso di asfalto senza la vegetazione a cui i due sono abituati.
Arrivati e mangiato i due cercano una locanda per sistemarsi per la notte, lasciare il bagaglio e girarsi in pace la città. Nella locanda Paluk riesce con la sua consueta abitudine ad addormentarsi in 3 secondi e sogna un sogno strano dal dubbio significato.

Il sogno
Una qualunque persona si chiama Britney, quando è ben dissetata ed è in piena salute, mentre quando piano piano si prosciuga e inizia a stare peggio va via via trasformandosi in una persona molto secca di nome Brittany. I due alter-ego della personalità di Britney e Brettany sono sempre in noi, e sicuramente l'estate e il caldo fanno si che Brittany sia più presente, e per far tornare e rimanere un po' Britney si deve bere e essere spesso a contatto con l'acqua. E così mentre Paluk/Britney dorme piano piano il caldo della nuova città lo fa trasformare in Paluk/Brettany, e quando la trasformazione è completa, Paluk torna semplicemente Paluk, si sveglia e va a dissetarsi. Intanto discute con Flaz su questo sogno cercando di capirne i significati nascosti. Flaz ridendo giunge alla conclusione che Paluk sia leggermente pazzo nei sogni e preferibilmente non lo vorrebbe incontrare in un incubo.

Fino alla musica nelle orecchie
A questo punto giunge in albergo una antica compagna di viaggio di Flaz chiamata Ross che gli fa da guida in questa nuova città facendogli vedere dove abita e dove studia le arti delle comunicazioni, nonché presentando ai due, nuovi amici originari da ognidove. E dopo un lauto pasto che Paluk divora i 3 si perdono in chiacchiere rivangando i vecchi tempi. Poi i 2 fratelli salutano Ross verso il domani e si avviano a sentire la musica in una cattedrale. L'entrata in essa è sottoposta a una fila e a dei controlli abbastanza rigidi, ma i due passano particolarmente inosservati, chi bada a due folletti con la faccia sorridente? Entrati i due prendono posto abbastanza vicino a dove si esibiranno successivamente i suonatori.

L'incontro e la musica
I due fratelli notano che durante il primo gruppo di suonatori un mebmro del gruppo che i due aspettano e poco lontano a loro, quindi Paluk manda Flaz in missione a recuperare un cimelio dallo stesso. E il grande J. gli lascia in ricordo il simbolo del suo nome. Flaz torna quindi vittoriosa e Paluk finalmente ha il suo autografo del grande J. Ma forse avrebbe voluto prenderlo lui di persona, ma alla fine Flaz è Flaz quindi va bene lo stesso. Finisce il primo gruppo e tocca quindi al gruppo che tutti aspettavano, cento tipo di razze ad assistere ballando al loro ritmo travolgente, canti e testi di storie mai dette, musica melodica d'altri tempi, e tanta voglia di urlare. Per un ora e mezza i due si perdono nella musica, trasportati da un onda di strumenti magici all'azione, fino allo stremo delle forze.

La notte e il risveglio
I due si allontanano dalla cattedrale della musica stanche ma contenti, viaggiando insieme a varie tipi di folletti e di troll uniti in un sol canto. E nella notte si perdono mangiando e tornando verso la locanda per dormire quanto potevano. La mattina poi i due si risvegliano col sorriso.

La città e il ritorno
E dopo il nuovo incontro con Ross e Ett "amico" di Ross, i due vagabondano senza meta per la città guardando cos'altro c'era a parte il blocco di asfalto che sembra ricoprire tutta la zona. Trovano qualcosa di gradevole, un enorme edificio adibito alla religione locale, una galleria di negozi di svariato tipo e la statua di un uomo importante. Ma i due folletti iniziano a essere stanchi di quella città, unico cosa degna di attenzione erano le persone, comunque contrapposte alla bruttura della città con facce simpatiche e allegre. Quindi nel pomeriggio, tornano al treno e ripartono verso casa: Paluk sempre dormendo, Flaz ingolosendosi con creme alla nocciola. A casa avrebbero organizzato la futura gita in altrodove.

Legenda: Paluk = Paperluca, Flaz = Sorella di Paperluca, J. = John Dolmayan batterista dei System of A Down (grandissimo), Ross = Ross, Ett = Ettore

by Paperluca @ 17:45 [ ]
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